Articolo Elemento Tango Cosa Cambia Nel Tango

Il telefono squilla spesso in queste ultime settimane, la voglia di scambiare due parole di conforto e di confronto è implacabile.

Mai come ora sentiamo il bisogno di unire i pensieri, le emozioni, le parole e di confrontarci su cosa sarà domani. La notte di quale nuovo giorno stiamo vivendo? Cosa sarà di noi, esseri umani, dopo questo periodo così triste e nel contempo così trasformativo?

Molte persone fermano la propria attenzione anche sul mondo del tango, che essendo un’attività ricreativa, prima di ripartire potrebbe subire tempi di ripresa più lunghi rispetto a settori di maggiore urgenza.


Alcuni suggeriscono di trasformare il tango, di proporlo con attività alternative, basate solo sull’osservazione e non sul movimento, oppure proporre eventi che prevedono solo temi di tecnica, con spazi sufficientemente distanziati per non entrare in contatto reciproco. O addirittura c’è chi propone di trasformare il tango solo in un ascolto profondo e consapevole della sua musica, per cogliere l’emozione nelle sue note, sostituendo così l’emozione dell’abbraccio.

Credo che il tango sia una di quelle condizioni artistiche per le quali non è pensabile il cambiamento della sua sostanza. Il tango non può trasformarsi in qualcosa che non è, non può e non deve perdere la sua Anima e la sua identità, che si fonde nell’abbraccio e nel contatto, che crea armonia e bellezza in due corpi che, all’unisono, vivono la stessa musica. Il tango è altrove, è oltre ogni limite e, in quanto tale, saprà attendere senza perdere sé stesso e senza perdere il suo fascino.


Cosa cambierà? Nel mondo forse tutto, o forse niente.


Ma il tango continuerà ad essere un’incantevole certezza!